martedì 23 febbraio 2010

SURREALE..

FILOSOFIA DELL' INUTILE
Suggerimenti per un' esperienza inutile...
Per riuscire a concretizzare x bene questa giornata "terapeutica" è necessario:
  1. Appena svegli, iniziare ad elencare mentalmente e con precisione tutte le cose che si devono fare; ricordarsi di pagare affitto, bollette, mutui, rate mensili, svolgere incombenze casalinghe come fare il bucato, la spesa, lavare i pavimenti, badare ad eventuali animali, non tralasciare appuntamenti, lavoro arrettrato e problemi vari e di diverse nature da risolvere sia a breve che a lungo termine.
  2. Fase due dimenticarsi all' istante di tutto. Oggi siete inutili.
  3. Quindi, sempre in pigiama, accingersi a preparare la colazione fischiettando un motivetto non troppo complicato ma nemmeno monotono, intervallato da assoli lirici ad alta voce.
  4. Ritornare a letto stando attenti a riprendere la stessa forma lasciata sul cuscino. Questa azione ci ricorderà quanto sia importante il riposo in una giornata che era piena di cose stressanti a cui pensare..
  5. Bene!ora possiamo alzarci di nuovo; essere inutili non significa per forza oziare..si può fare anche l' inutile attivo.
  6. Vestirsi in maniera consueta ma aggiungendo qualcosa di extra-ordinario come un colore nuovo, un cappello strano, una borsa fuori moda, una spilla degli inutili appuntata sul petto e uscire.
  7. Fuori tutto brulica e si muove alla normale velocità a cui siamo abituati e quindi molto veloce.(certo la velocità varia rispetto ai ritmi di ognuno di noi) Oggi noi non ne faremo parte. Oggi faremo tutto con più calma; tanto per cominciare possiamo farci scappare l' autobus davanti alla fermata senza per forza rincorrerlo...e con un gesto veloce ma deciso appiccicarci sopra un bell' adesivo degli inutili che qualcuno sicuramente non farà a meno di notare.
  8. Procediamo ad eseguire qualche azione-statica come ascoltare, osservare, riflettere ecc..
  9. Possiamo decidere di spostarci x la città a piedi o usando i mezzi pubblici ma sempre tenendo presente che non dobbiamo prendere parte a discussioni animate sull' autobus tipiche del periodo elettorale o tantomeno insistere nel superare per forza chi cammina davanti a noi....ma possiamo seguire per qualche minuto un gruppetto di hare-krisna, se passa di là.
  10. Sempre camminando, portiamoci in una piazza, piazzetta, in un punto "nevralgico" della città e osserviamo. Ci saranno di sicuro persone che nervosamente o apparentemente calme stanno aspettando qualcuno. Mettiamoci di fianco a loro e facciamo lo stesso inutilmente per alcuni minuti...
  11. Al contrario di ciò che si crede, l' attesa è importante. Il più delle volte non riusciamo a godercela. Oggi invece, possiamo star sicuri che rimanendo a non aspettare nessuno, nessuno ci rovinerà la nostra attesa piombando dal nulla.
  12. Esercitiamoci a perdere qualcosa; tipo un biglietto dell' autobus non timbrato, un pacchetto di sigarette pieno, una penna che funzionava bene, o ancora meglio una moneta. Perdere volutamente le cose ci può dare sensazioni sconosciute dalle sfumature più sottili....possiamo sperimentare l' attaccamento all' oggetto e quindi la resistenza a lasciarlo cadere (questa fase può durare un pò prima di riuscirci...) o la liberazione da esso, il rimorso per essere stati così scemi da farlo, oppure possiamo rimanere nei paraggi e osservare la reazione di chi trova le cose che abbiamo lasciato.
  13. Tornati a casa iniziamo a scrivere e disegnare tutto quello che questa giornata ci ha regalato su un cartoncino colorato 35x50 usando tutto quello che abbiamo a portata di mano.
Ecco, la giornata volge al termine; forse non è servita a niente o forse noterete che qualcosa è cambiato nel vostro modo di vedere le cose. Riguardate ciò che avete annotato e traete le vostre conclusioni...
P.S.- si consiglia l' uso di una giornata inutile almeno una volta al mese.

Ultimo sabato alla PivArte

Tutto si è svolto secondo programma, l'"Accompagnamento sonoro per un viaggio inutile" dj set live di DJ SPARO con il pregevole aiuto di Livio Pagani. "Il direttore d'orchestra (ovvero il ricercatore di suoni)" di Antonio Caporilli (www.iblu.it). L'Azione collettiva n.2: "Incisione collettiva liberatoria". Ultimi giorni per visitare la mostra alla Pivarte in Via Azzo Gardino, 8 a Bologna. E ora? Cosa faranno gli inUTILI?

mercoledì 17 febbraio 2010

Sabato 20 febbraio ore 18,30 - DJ Sparo

Sarà l'ultimo sabato alla PivArte il prossimo 20 febbraio e dalle 18,30 si svolgerà la performance djset live di Maurizio Sapori DJ Sparo, "Accompagnamento sonoro per un viaggio inutile". Nel corso della serata si svolgerà anche l’AZIONE INUTILE N. 2 “INCISIONE COLLETTIVA LIBERATORIA” Ancora una volta un’opera da realizzare collettivamente secondo lo spirito di condivisione del gruppo degli inUTILI. Un’azione che ha a che fare con la musica, quindi le canzoni che da sempre sono il veicolo utilizzato dai ricordi per tornare nelle nostre vite ad emozionarci, spesso inUTILMENTE. Esorcizzarli incidendo una simbolica compilation collettiva può essere in qualche modo la soluzione per liberarsene?
Inoltre durante la serata si svolgerà anche la performance a sorpresa
"Il direttore d'orchestra (ovvero il ricercatore di suoni)"
di Antonio Caporilli. www.iblu.it

Secondo sabato della mostra degli inUTILI

Anche il secondo sabato, con la performance di Roberto Parmeggiani e l'azione inutile n. 1 dal titolo "liberati dalle parole inutili", ci sono stati molti ospiti. Grazie!
Foto di Luca Guenzi e Silla Guerrini

venerdì 12 febbraio 2010

Sabato 13 gennaio ore 18,30

Alla PivArte in via Azzo Gardino, 8 a Bologna, sabato 13 febbraio alle ore 18,30 si svolgerà la performance “Libertà” di Roberto Parmeggiani, musica di Renato Cantini Durante la serata il pubblico sarà invitato a partecipare attivamente a una “azione inUTILE” dal titolo: “Liberati dalle parole inutili”

martedì 9 febbraio 2010

6 febbraio 2010 - immagini inutili

Si è svolta alla PivArte a Bologna il 6 febbraio 2010 l'inaugurazione della mostra degli inUTILI. Grande successo, grande afflusso. Grande condivisione. Sono stati pubblicati articoli su "L'informazione", supplemento de "La Stampa", sul "Resto del Carlino" con un interessante articolo firmato Franco Basile, e su "Il Bologna" con un pezzo di Diego Costa. Gli inUTILI ringraziano per l'interesse per niente inutile dimostrato da tutti quelli che hanno voluto esserci.
Foto di Matteo Ippolito e Luca Guenzi.

sabato 6 febbraio 2010

MANIFESTO INUTILE

Siamo inUTILI, ne siamo consapevoli.

Noi inUTILI persi in un mondo di inUTILI.

Noi consapevoli.

La percezione della nostra inUTILITÀ

ci regala un senso di leggerezza e di benessere ritrovato.

Le stressanti corse quotidiane, l’aggressività verbale, l’individualismo

e i modi di essere di questi anni, non ci piacciono.

Non ci piace il consumismo ad ogni costo,

non ci piace la repentina mutevolezza degli stili

e delle mode atta solo a far spendere e comprare.

Non ci piace quello che stiamo vivendo:

un mondo pieno di rifiuti, dove esseri viventi meravigliosi,

animali che dovrebbero abitare gli abissi sono costretti a cercare

in superficie, nell’aria che non è loro elemento, la via di salvezza,

per scappare da una natura snaturata che non li può più ospitare.

Ostacolare, sovvertire, trasformare, entropia.

Capovolgere l’alfabeto della nostra vita

NNNNNNNNN... in fondo siamo INUTILI...

Noi siamo inUTILI ma non impotenti

e possiamo scegliere, questa è la nostra forza.

Anziché azzuffarci verbalmente in sterili scontri faziosi

di dichiarazioni politiche o sociali, ci rifugiamo nel bel gioco

del paradosso dell’inUTILITÀ, con ironia e fare dissacratore.

Esprimiamo, attraverso l’inUTILITÀ,

il nostro dissenso da un mondo che sempre meno ci rappresenta.

Siamo inUTILI. Facciamo opere d’arte, fotografie, pensieri,

sculture meccaniche e non, installazioni, scriviamo racconti, dipingiamo, facciamo performance, ci esprimiamo inUTILMENTE, ma con estremo divertimento.

Vogliamo appartenere a un gruppo, il nostro: gli inUTILI,

aperto a chiunque voglia riconoscere la propria inUTILITÀ, insieme a noi,

perché è dalla condivisione delle esperienze e delle competenze che nasce la gioia, il piacere di stare insieme divertendosi,

lontani dall’utopia, consapevoli della nostra inUTILITÀ.

Portiamo delle maschere, non perché abbiamo qualcosa

da nascondere, ma per puro gioco, quello di non prendersi sul serio, con l’intenzione di essere sinceri in un mondo che non lo sa più essere. Almeno ci proviamo.

Ma tanto è tutto inutile!